21.07.2017 17:56 | 0 Commenti

Sei un futuro pescatore a mosca? Leggi la nostra guida per principianti

Sei un futuro pescatore a mosca? Abbiamo creato questa piccola guida alla pesca a mosca appositamente per te, per spiegarti nel modo più semplice possibile le basi di questa affascinante passione. Se hai bisogno di ulteriori informazioni o hai domande di qualsiasi genere, puoi rivolgerti volentieri a noi: info@1000mosche.it. Siamo lieti di darti dei consigli senza impegno.

La pesca a mosca è la disciplina regina della pesca sportiva. La cosa particolare di questo tipo di pesca è che viene usata una mosca artificiale come esca e che solamente la massa della lenza, detta "coda di topo" funge da peso di lancio. Per piazzare la spesso leggerissima mosca nel luogo voluto è necessaria una tecnica di lancio particolare e un'attrezzatura specifica.

pesca a mosca nella Brandenberger Ache

Brandenberger Ache - stupenda acqua per la pesca a mosca

Di norma le mosche artificiali imitano le prede naturali dei pesci, soprattutto insetti, ma anche piccoli pesci, piccoli mammiferi come topi nonché anfibi come rane e batrace. Invece le cosiddette mosche di fantasia non imitano una determinata preda, ma, a causa dei loro colori, attirano l'attenzione dei pesci e, nella migliore delle ipotesi, li inducono ad abboccare.

Spesso gli insetti imitati sono di specie che trascorrono uno o più stadi di vita sull'acqua e/o in essa e d'insetti terrestri che vivono nei pressi dell'acqua e che a causa di una sfortuna vi cadono dentro, come per esempio api, vespe, formiche, bruchi, scarafaggi, cavallette e così via.

In principio le mosche artificiali imitano l'intero spettro di prede di un determinato pesce. Anche le imitazioni di pesci predati, come per esempio lo streamer, di norma sono anche chiamate "mosche" dai pescatori a mosca.

Le mosche artificiali sono costruite artigianalmente con materiali naturali come peli e piume nonché con materiali artificiali e un amo. Non esistono macchinari in grado di produrre mosche "utilizzabili" per pesca a mosca.

La pesca a mosca garantisce un successo su una moltitudine di pesci, nonostante il metodo originale di pescare con la mosca sia stato usato per i salmonidi (trote, temoli, salmerini, salmoni). Nel frattempo questo tipo di pesca si è diffuso in tutto il mondo anche per lucci, persici e cavedani, ma anche per carpe. La pesca a mosca in mare su tarpons, bonefish e barracuda è diventata molto popolare.

1. La pesca a mosca con la mosca secca

La pesca a mosca con la mosca secca è la tecnica più diffusa e, secondo me, anche la più emozionante. La mosca galleggiante viene "posata" delicatamente sulla superficie acquatica. Nella migliore delle ipotesi, questa mosca che scorre il più naturale possibile sull'acqua viene "presa" dal pesce. Più l'imitazione assomiglia nella forma, dimensione e colore all'insetto reale, più alte sono le possibilità di successo.

Per insidiare i pesci che "bollano" sulla superficie in cerca d'insetti galleggianti è necessario lanciare con prudenza a monte del pesce presunto (!!). La cosa più importante è che la mosca non venga "trascinata" in modo innaturale dalla coda di topo.

Le mosche secche imitano insetti che stanno lasciando il loro involucro di larva e oltrepassano la superficie acquatica per diventare un insetto volante (emerger). Inoltre imitano anche insetti adulti che si posano sulla superficie dell'acqua per deporre le uova (imago) o che galleggiano morti con le ali spalancate dopo la deposizione delle uova (spent). Anche le mosche di fantasia e da caccia, nonché quelle degli insetti terrestri citati prima, fanno parte delle mosche secche.

Spent di effimera

Spent di effimera

Con la mosca secca è possibile ingannare soprattutto quei pesci che “bollano”, quindi quelli che si stanno muovendo sotto la superficie dell'acqua in cerca degli insetti su di essa. Un'improvvisa metamorfosi d'insetti acquatici, come per esempio di mosche effimere, che induce i pesci a “bollare”, può rendere la pesca con la mosca secca un'avventura indimenticabile, ammesso che sul terminale ci sia la mosca "giusta".

Come attrezzatura per la pesca con la mosca secca consigliamo, a seconda della larghezza dell'acqua, una canna da mosca con 7,6 o 9 piedi di lunghezza con una veloce azione progressiva, adatta ad una classe di coda del #3 o del #5. Consigliamo una coda di topo galleggiante DT (double taper – doppio fusa, quindi rastremata su entrambi i lati) per permettere una presentazione alquanto delicata della mosca secca in acque chiare, soprattutto in caso di pesci alquanto timidi. Per raggiungere distanze di lancio maggiori e in caso di vento, una coda di topo galleggiante WF (weight forward – il maggiore peso sta nella parte frontale della coda) è più adeguata.

temolo ingannato con mosca secca

Temolo ingannato con mosca secca da caccia

Un terminale conico (a nodi o senza), lungo 3-5 metri, è l'ideale perché permette una presentazione delicata della mosca secca. Il terminale relativamente lungo serve per poter gestire bene la mosca secca in correnti difficili, senza farla dragare. L'estremità del terminale, detto finale, dovrebbe, a seconda della limpidezza e velocità di scorrimento dell'acqua, avere un diametro tra 0,12 e 0,16 mm, per pesci molto schivi anche meno di 0,12 mm.

Piccolo consiglio: Da fine marzo a fine autunno ci sono buone possibilità di avere successo a mosca secca, anche quando i pesci non bollano. L'utilizzo di mosche secche da caccia, quindi di mosche artificiali voluminose, ben galleggianti e ben visibili, spesso in quel periodo è molto promettente! Le mosche da caccia riescono, se presentate correttamente, ad invogliare anche grandi trote e temoli a salire. Perché pescando a mosca secca in caccia cerchiamo di appellare al bilancio energetico del pesce – nessuna trota di taglia si vuole permettere di fare scappare il presunto boccone che presentiamo! Devi solo assicurarti che la profondità dell'acqua non superi i 60-70 cm di profondità!

2. La pesca a mosca con la ninfa

La pesca a mosca con la ninfa è un modo molto avvincente di pescare a mosca e diventa sempre più popolare in Europa. Probabilmente ciò è dato anche dal recesso di "schiuse di massa" degli insetti acquatici durante il giorno nelle zone alpine. Per cui si nota la differenza che i pesci come trote e temoli cambiano le loro abitudini alimentari e cacciano soprattutto insetti acquatici nello "stadio acquatico" del loro ciclo di vita e di conseguenza è più facile ingannarli con la ninfa al posto della mosca secca.

Anche il cosiddetto "czech nymphing boom" ha reso popolare la pesca con la ninfa, malgrado questa tecnica non sia vista di buon occhio da parte di molti pescatori a mosca. Le ninfe ceche sono spesso molto pesanti e vengono fissate ad un lungo terminale. Nella maggior parte dei casi si pesca direttamente sotto la punta della canna o a pochi metri di distanza da essa, in un modo abbastanza monotono. In questa tecnica di pesca con la ninfa la coda di topo non ha più la funzione di "peso di lancio" per la mosca, che per definizione è una delle caratteristiche principali della pesca a mosca. Quindi per molti pescatori il "czech nymphing" non corrisponde alla pesca a mosca nel senso vero e proprio.

Nella pesca a mosca con la ninfa si pesca con mosche artificiali, le quali affondano più o meno velocemente nell'acqua, per imitare lo stadio di larva degli insetti, soprattutto sul fondale. Queste mosche si chiamano ninfe e spesso sono zavorrate con filo di piombo direttamente sull'amo, ma anche con palline di ottone o di tungsteno, così da permettere la pesca anche in tratti d'acqua più fondi. Per raggiungere velocemente la profondità desiderata (spesso il fondale del corso d'acqua) oltre al peso della ninfa, è anche importante fare derivare la coda liberamente, e di conseguenza la ninfa, quindi senza dragare. Solo in questo modo è garantito un rapido affondare della ninfa.

trota marmorata presca con ninfa in tungsteno

Piccola trota marmorata catturata con ninfa in tungsteno

Generalmente per la classica pesca con la ninfa è necessaria una canna un po' più lunga, con azione veloce e progressiva (non di punta). In questo modo è possibile effettuare più facilmente i soliti lanci "roller" ed altri speciali lanci d'acqua, che con una canna corta con azione di punta. A seconda della larghezza dell'acqua, consigliamo una canna da mosca con 9 o 10 piedi di lunghezza, adatta ad una classe di coda del #4 fino al #5 (cioè dal #2 al #3 per il czech nymphing). Una coda di topo galleggiante con un profilo WF (weigth forward – il maggiore peso sta nella parte frontale della coda) è l'ideale per la classica pesca con la ninfa.

Il terminale ideale è composto da una combinazione di due spessori di fluorocarbon, collegati con un micro tippet ring. Il fluorocarbon è praticamente trasparente e, al contrario del monofilo normale, non galleggia. La parte più grossa del terminale è di circa 1/3 e la parte più fine di circa 2/3 della lunghezza complessiva di 3-4 metri. Una combinazione per acque veloci è di 0,22 mm + 0,18 mm e per correnti moderate di 0,22 mm + 0,16 mm. In caso di trote alquanto timide in acque abbastanza veloci è consigliabile una combinazione di 0,20 mm + 0,14 mm.

Nella pesca a mosca con la ninfa spesso viene attaccata una seconda ninfa, più piccola e leggera, a 50-70 cm sopra quella pesante, mediante un bracciolo di 8-15 cm. Questa seconda ninfa è spesso molto efficace, ma non è permessa in tutte le acque da mosca.

Terminali conici senza nodi non sono l'ideale per la classica pesca con la ninfa, dato che sono molto spessi sulla parte iniziale (0,50 mm e più), collegata alla coda di topo. Di conseguenza hanno una grande resistenza all'acqua che impedisce un rapido affondare della ninfa.

Nella classica pesca a ninfa è caldamente consigliabile utilizzare un aiuto visivo, detto anche segnalatore di abboccata o strike indicator. Questo utile accessorio segnala al pescatore anche le timide abboccate nelle acque più profonde, permettendo una tempestiva ferrata per non perdere le beccate. Un piccolo consiglio: se le trote dovessero bollire sull'indicatore di abboccata è giunta l'ora di continuare la pesca con la mosca secca, he he.

Pescando a ninfa classica ci si muove controcorrente, lanciando leggermente di lato controcorrente, facendo affondare il più velocemente possibile la ninfa, in modo naturale. L'obiettivo è quello di sondare sistematicamente tutte le zone promettenti. Un corretto mending della coda di topo è essenziale per garantire delle lunghe derive naturali della ninfa. Naturalmente esistono molte altre tecniche per la pesca classica con la ninfa.

È anche opportuno uno sguardo sulle diverse moderne tecniche di pesca con la ninfa, dato che in ambito internazionale si sono evoluti molti metodi interessanti straordinariamente efficaci:

  • Per esempio la pesca con la ninfa alla francese unisce tre diversi metodi: la pesca a mosca con la ninfa a vista (nymphe à vue), la combinazione di ninfa e mosca secca (sèche-nymphe) nonché il vero e proprio french nymphing (nymphe au fil), nel quale si usa un terminale lunghissimo (5-7 m).
  • Il successo dei garisti dell'Europa orientale ai mondiali di pesca a mosca degli ultimi anni, ha reso popolare in tutto il mondo la pesca a mosca con la "ninfa corta" (short nymphing). Con queste tecniche si pesca ad una distanza molto ristretta. Inoltre la coda di topo ha pochissima importanza come peso di lancio. La pesca con la ninfa alla ceca (czech nymphing), alla polacca (polish nymphing) nonché quella moderna all'americana (high stick nymphing) sono da considerare una parte della pesca a mosca con la ninfa corta (short nymphing).
  • Le moderne tecniche di pesca a ninfa qualche anno fa sono sfociate nel cosiddetto “European Nymphing”, caratterizzato da canne lunghe e sensibili (10'-11' piedi per classe # 2-3) e finali molto lunghi (9-12m).

3. La pesca a mosca con lo streamer

pesca a mosca con streamer su trota

Ibrido di marmorata e fario dibella taglia Hybrid ingannato con uno streamer di colore pink

La pesca a mosca con lo streamer dai puristi è stata osservata con diffida per molto tempo, dato che questa tecnica ha poco in comune con l'estetica della pesca con la mosca secca. Nonostante ciò la pesca con lo streamer si è affermata bene, forse perché con essa è possibile ottenere ottimi risultati su trote gigantesche, huco huco e lucci. Soprattutto in primavera è possibile ingannare grosse trote fario e marmorate con lo streamer.

Streamer sono mosche artificiali abbastanza grandi che imitano piccoli pesci da preda come sanguinerole e scazzoni o animano l'attacco dei pesci predatori a causa dei loro colori vivi. La maggior parte degli streamer sono zavorrati, ma esistono anche modelli senza zavorra e streamer galleggianti come per esempio i boobies.

Per la pesca a mosca con lo streamer ti consigliamo una canna da mosca abbastanza rigida con una lunghezza di 9 piedi, adatta ad una classe di coda dal #6 al #7. Si è rivelata ideale la coda galleggiante WF con la punta affondante. In alternativa, è possibile usare, in acque con poca corrente, una coda di topo galleggiante, appesantendo il finale con della pasta al tungsteno in qualche punto, preferibilmente a circa 50 cm dallo streamer. Per il finale si adatta un comune monofilo o fluorcarbon con uno spessore di 0,22-0,28 mm ed una lunghezza di 1,5-2,5 m. È opportuno fissare lo streamer con un'asola al terminale (p.es. con un nodo Rapala), per permettergli di muoversi liberamente nell'acqua.

Nella classica pesca con lo streamer ci si muove con la corrente, lanciando lo streamer di lato verso la sponda opposta, lasciandolo scorrere e riaffiorare in pace, magari dandogli un po' di coda. Poi lo si recupera lentamente con degli piccoli strappi e delle brevi pause. Spesso la beccata è molto brusca ed energica!

4. La pesca a mosca con la mosca sommersa

Nonostante la pesca a mosca con la mosca sommersa sia il metodo più antico di questa nobile arte, purtroppo oggigiorno viene piuttosto trascurata. Le sommerse sono mosche artificiali che sono costruite con materiali non galleggianti e di conseguenza affondano più o meno rapidamente, a seconda della velocità dell'acqua. Al contrario della maggior parte delle ninfe, queste mosche vengono fatte senza zavorra. In questo modo le sommerse imitano insetti morti che scorrono nell'acqua o insetti che emergono per fare la metamorfosi.


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