Come montare un’amettiera: guida pratica per amettiere perfette

TI MOSTRIAMO COME REALIZZARE DA SOLO AMETTIERE LEGATE IN MODO PROFESSIONALE

La pesca con l’amettiera al coregone (chiamato anche lavarello o pesce bianco), al persico, al salmerino, alla trota e a molte altre specie può essere una tecnica davvero appassionante ed estremamente efficace – vale sicuramente la pena provarla. Dal piccolo lago di montagna ai grandi laghi prealpini, dai bacini artificiali fino ai laghi di pianura, con l’amettiera puoi ottenere ottime catture in acque molto diverse tra loro. Inoltre, grazie alle due principali varianti – da un lato con la canna da jigging verticale, dall’altro con la canna da galleggiante – la pesca con l’amettiera può essere praticata sia dalla riva che dalla barca. In questo articolo vogliamo darti tutte le informazioni necessarie per legare perfettamente le tue amettiere personalizzate.

Legare da soli le amettiere è molto più semplice di quanto sembri

In questo articolo ti mostriamo a cosa prestare attenzione

In breve:

  • Per legare da soli le amettiere sono necessari, in linea di principio, solo due nodi semplici.

  • Quando si montano le ninfe, è importante che siano fissate a una piccola asola, in grado di garantire alla ninfa massima libertà di movimento, così da farla lavorare in modo naturale e invitante in acqua.

  • Per legare le amettiere consigliamo il fluorocarbon. Un diametro di 0,18 mm rappresenta un ottimo riferimento per molte situazioni e specie di pesci.

  • I braccioli laterali, chiamati anche derivazioni o braccioli, dovrebbero essere legati in modo che puntino verso l’alto. In questo modo rimangono ben distanziati in acqua e favoriscono il movimento naturale e catturante della ninfa.

  • La lunghezza complessiva dell’amettiera dipende dal numero di ninfe montate (3 o 5) e dal tipo di pesca: sul fondo o in acqua libera. In generale, l’amettiera non dovrebbe essere molto più lunga di 2 metri, così da poterla gestire comodamente sia dalla riva che dalla barca.

  • Le distanze tra i braccioli laterali variano tra 20–30 cm (amettiera da fondo) e 40–50 cm (amettiera per acqua libera).

  • I braccioli laterali dovrebbero idealmente avere una lunghezza compresa tra 2 e 4 cm.

  • Per trasportare comodamente le amettiere ed evitare pieghe nella lenza, è consigliabile avvolgerle su avvolgilenza rotondi.

Soprattutto all’inizio, può essere molto pratico affidarsi ad amettiere già pronte e legate professionalmente. Come uno dei principali fornitori, nel nostro shop online trovi una ampia selezione di amettiere estremamente catturanti per diverse specie target. Con le amettiere già legate puoi inoltre contare su combinazioni di ninfe collaudate. Anche le lenze utilizzate, le lunghezze dei braccioli laterali, le distanze tra le ninfe e naturalmente i nodi impiegati sono perfettamente armonizzati e ottimizzati.

1. LEGARE DA SOLI LE AMETTIERE

Ci sono diversi buoni motivi per cui vale la pena imparare a legare da soli le proprie amettiere:

  • Anche nella pesca con l’amettiera può capitare di rompere il finale. Può succedere con un luccio o una grossa trota di lago che attacca e mette in crisi il montaggio sottile, oppure semplicemente con un incaglio durante la guadinatura o in barca. Per non dover buttare via un’amettiera “accorciata” involontariamente, puoi utilizzare le ninfe rimaste per legare nuove amettiere.

  • In alcune acque è consentito utilizzare solo un determinato numero di ninfe sull’amettiera. Se nella tua scatola hai solo amettiere da 5 ninfe, ma nel lago in cui vuoi pescare sono consentite al massimo 3 ninfe, è sicuramente meglio legare un sistema nuovo piuttosto che tagliare via semplicemente due ninfe.

  • Con l’aumentare della tua esperienza sul tuo lago, svilupperai sempre meglio la sensibilità necessaria per individuare le combinazioni di ninfe più catturanti e la composizione ideale. Nel nostro shop online, oltre alle amettiere già pronte, trovi anche un assortimento in continua crescita di ninfe da amettiera in diversi modelli, acquistabili singolarmente.

  • Pescare con successo con l’amettiera significa anche sapere dove si trovano i pesci e, soprattutto, a quale profondità stazionano. Non sempre l’amettiera presentata sul fondo sarà quella più produttiva. Quando i pesci stazionano a mezz’acqua, entrano in gioco amettiere con una maggiore distanza tra i singoli braccioli laterali, così da coprire efficacemente una porzione più ampia della colonna d’acqua.

  • Al più tardi quando, da vero appassionato di amettiere, inizierai a legare le tue ninfe da amettiera, non potrai più evitare di imparare anche a costruire da solo i tuoi sistemi completi.

  • Come vedremo, però, legare un’amettiera non è affatto complicato. Con un po’ di pratica potrai realizzare in poco tempo amettiere perfettamente personalizzate. Ti mostreremo i nodi necessari in video specifici, dove potrai vedere tutti i dettagli e riprodurli facilmente.

2. LA LENZA GIUSTA

La scelta della lenza giusta è fondamentale per ottenere un’amettiera che lavori bene. Gli aspetti da considerare sono diversi:

  • Visibilità

  • Carico di rottura

  • Movimento

Visibilità: In molte acque, soprattutto in ambito alpino e prealpino, utilizzerai l’amettiera in acque molto limpide e quindi particolarmente trasparenti. Inoltre, a differenza di quanto accade nei corsi d’acqua con corrente veloce e turbolenta, in acqua ferma i pesci hanno tutto il tempo per osservare con calma il presunto boccone. Per questo motivo dovresti utilizzare lenze il più possibile trasparenti e poco visibili.

Nota: per le foto e i video di questo articolo abbiamo utilizzato volutamente lenze colorate, così da mostrarti meglio la realizzazione dei nodi. Per le tue amettiere, però, dovresti scegliere sempre lenze il più possibile discrete e poco visibili.

Carico di rottura: Come per qualsiasi altra tecnica di pesca, anche pescando con l’amettiera dovresti scegliere il carico di rottura della lenza in base ai pesci che ti aspetti di catturare, prevedendo sempre un margine di sicurezza sufficiente. Anche qui vale il principio: “Il più sottile possibile, il più robusto necessario”, anche per gestire il combattimento in modo corretto e il più breve possibile per il pesce.

Le canne specifiche per la pesca con l’amettiera, sottili, morbide e molto flessibili, aiutano sicuramente durante il combattimento, assorbendo bene testate, fughe improvvise e cambi di direzione. Inoltre, in acqua libera, soprattutto pescando dalla barca, ostacoli e incagli sono piuttosto rari. Tuttavia può sempre capitare che un luccio o una trota di lago attacchi, magari nel tentativo di strappare dall’amettiera un coregone o un persico allamato. Quando all’improvviso ti ritrovi un pesce decisamente più grande sull’amettiera, sarai felice di avere una piccola riserva di tenuta e quindi un po’ più di sicurezza durante il combattimento. Nel caso dei persici, invece, può capitare che, a causa della competizione alimentare, due pesci attacchino contemporaneamente l’amettiera. Anche in quel caso il carico di rottura deve essere sufficiente.

Movimento: Qui ci riferiamo al movimento della ninfa sul bracciolo laterale. La scelta del materiale giusto, di un diametro adeguato e, non da ultimo, del nodo corretto permette ai braccioli laterali di rimanere ben distanziati dalla lenza madre e di far pulsare le ninfe in modo molto naturale, sia durante i piccoli movimenti di punta sia grazie al movimento del galleggiante.

Secondo la nostra esperienza maturata in molti anni, tutte queste esigenze possono essere soddisfatte al meglio con una lenza in fluorocarbon. Questo materiale ha un indice di rifrazione molto simile a quello dell’acqua, rendendo il fluorocarbon estremamente discreto e quasi “invisibile” anche in acque molto limpide. Inoltre, il fluorocarbon è leggermente più rigido del nylon, così i braccioli laterali rimangono ben distanziati e non pendono molli lungo la lenza madre.

Per quanto riguarda i diametri, consigliamo per la pesca al coregone con l’amettiera uno 0,18 mm, anche se in determinate situazioni puoi scendere a 0,16 mm. Alcuni pescatori di coregoni utilizzano diametri ancora più sottili, ma noi non lo consigliamo. Per persici e agoni si può tranquillamente scegliere qualcosa di un po’ più robusto. In questi casi, diametri compresi tra 0,20 mm e massimo 0,22 mm rimangono comunque molto catturanti.

Qui trovi fluorocarbon di altissima qualità per legare da solo le tue amettiere. Possiamo consigliarti in particolare i prodotti Hotfly, perché puoi fidarti senza problemi delle indicazioni del produttore relative a diametro e carico di rottura.

A proposito: per la lenza madre dell’amettiera e per i braccioli laterali utilizziamo sempre la stessa lenza nello stesso diametro. Una lenza più sottile per i braccioli, scelta magari per ridurre ulteriormente la visibilità o per creare un punto di rottura controllato, riduce infatti anche la capacità del bracciolo di rimanere ben distanziato dalla lenza madre, peggiorando il movimento naturale della ninfa.

Per legare le tue amettiere consigliamo l’utilizzo del fluorocarbon

Ci sono però anche diversi buoni motivi per scegliere il nylon

In alternativa, le amettiere possono naturalmente essere legate anche con lenze in nylon. A parità di diametro, il nylon offre un carico di rottura superiore rispetto al fluorocarbon, ma risulta leggermente più visibile in acqua ed è anche più morbido, caratteristica che influisce sul movimento del bracciolo laterale. Anche il prezzo può avere il suo peso nella scelta del materiale, perché il nylon è decisamente più economico del fluorocarbon. L’argomento secondo cui il nylon, essendo più elastico, offrirebbe anche un ulteriore effetto ammortizzante, nelle brevi lunghezze di un’amettiera – circa 2 metri o meno – non è particolarmente rilevante. Questo aspetto diventa molto più importante nella lenza principale montata sulla canna. In questo articolo, però, vogliamo concentrarci esclusivamente su come legare un’amettiera. La discussione se, per la pesca con l’amettiera, sia meglio utilizzare sulla canna una lenza madre monofilo o trecciata è ormai quasi diventata una questione di fede e offre abbastanza spunti per ulteriori articoli dedicati a questa tecnica. Anticipiamo solo questo: una treccia pratica e priva di elasticità trasmette una sensibilità eccellente, perché permette di percepire anche il tocco più delicato. L’elasticità di una lenza monofilo, invece, durante il combattimento con pesci di buona taglia agisce come ammortizzatore e riduce il rischio che gli ami sottili si slamino.

3. I NODI

Dopo aver individuato la lenza ideale per montare l’amettiera, vediamo ora i nodi con cui puoi fissare le ninfe al bracciolo laterale e poi collegare il bracciolo alla lenza madre dell’amettiera. Due nodi si sono dimostrati particolarmente validi, perché sono rapidi e semplici da realizzare e allo stesso tempo offrono un’ottima tenuta. Inoltre, grazie alle loro caratteristiche specifiche, entrambi favoriscono il movimento vivo e naturale delle ninfe.

Soprattutto quando si legano più amettiere, ha molto senso procedere nel modo più efficiente possibile, così da non intralciarsi durante la realizzazione dei nodi. Noi iniziamo sempre dalla preparazione dei braccioli laterali, sui quali verranno fissate le ninfe. Solo quando tutte le ninfe sono già legate a un pezzo di lenza sufficientemente lungo, iniziamo a montare questi braccioli sulla lenza madre.

3.1. SULLA NINFA

Utilizziamo un semplice nodo ad asola per fissare la ninfa a un pezzo di lenza sufficientemente lungo, che in seguito verrà montato sulla lenza madre come bracciolo laterale. L’asola è fondamentale, perché conferisce alla ninfa la libertà di movimento necessaria, permettendole di imitare perfettamente i movimenti delle larve di chironomidi in risalita, quando l’amettiera viene animata ritmicamente con la canna da jigging verticale oppure dal moto ondoso durante la pesca con il galleggiante.

Prendi un pezzo di lenza lungo circa 20 cm, fallo passare attraverso l’occhiello dell’amo e ripiega la lenza su sé stessa. Nella parte doppiata forma un’asola sufficientemente grande da poter far passare facilmente la ninfa da dietro verso davanti. In termini di tenuta non abbiamo riscontrato differenze evidenti tra il passaggio della ninfa una o due volte attraverso l’asola. Nel primo caso, però, il nodo rimane più discreto. Con l’aiuto di un ago da dubbing o di un chiodo puoi determinare con precisione la dimensione dell’asola.

Asole di dimensione costante con l’aiuto di un ago da dubbing...

... oppure di un chiodo. Il diametro determina la dimensione dell’asola

Prima di serrare definitivamente il nodo, inserisci semplicemente l’ago o il chiodo nell’asola, stringi il nodo, estrai l’ago o il chiodo e poi serra il tutto in modo definitivo. Il diametro dell’ago o del chiodo corrisponde all’apertura dell’asola. Una asola lunga da 2 a 4 mm è ideale. In caso di dubbio, meglio leggermente più grande che troppo piccola. Prima di chiudere definitivamente il nodo, inumidiamo leggermente la zona. Infine, taglia l’eccedenza di lenza vicino al nodo in modo pulito – fatto!

Grazie alla piccola asola, la ninfa può muoversi liberamente, lavorare in modo naturale e imitare così i movimenti a scatti delle larve di chironomidi in risalita

In questo video puoi vedere come fissiamo la ninfa al bracciolo laterale:

3.2. COLLEGARE I BRACCIOLI LATERALI ALLA LENZA MADRE

Dopo aver fissato le ninfe ai pezzi di lenza preparati con un nodo ad asola, garantendo loro grande libertà di movimento, possiamo ora montare questi spezzoni come braccioli laterali sulla lenza madre dell’amettiera. Per farlo, srotoliamo dalla bobina la lunghezza desiderata di lenza dello stesso diametro. Ma quanto dovrebbe essere lunga idealmente l’amettiera? E in quale punto, o con quale distanza tra loro, vanno fissati i braccioli laterali? Prima di iniziare a montarli, vediamo questi aspetti più nel dettaglio.

3.2.1.      QUANTO DEVE ESSERE LUNGA L’AMETTIERA?

La lunghezza dell’amettiera dipende da diversi fattori, ovvero se l’amettiera è destinata a:

  • 3 ninfe

  • 5 ninfe

  • la pesca sul fondo

  • la pesca in acqua libera

La lunghezza massima dell’amettiera non dovrebbe superare i 2–2,3 metri, perché amettiere più lunghe diventano difficili da gestire con entrambi i tipi di canna: sia con la canna da galleggiante dalla riva, sia con le canne da jigging verticale, generalmente più corte, utilizzate dalla barca.

3.2.2. LE DISTANZE VERTICALI SULL’AMETTIERA

Amettiera da fondo: Quando i pesci stazionano direttamente sul fondale e si alimentano di vermi e larve in risalita, ha senso presentare le tue ninfe in modo più concentrato proprio in quella zona. In un’amettiera da fondo, quindi, la distanza inferiore tra il piombo e la prima ninfa non dovrebbe essere troppo ampia. 10–15 cm sono sufficienti. La distanza tra le singole ninfe può essere compresa tra 20 e 30 cm. Anche la distanza tra la ninfa più alta e l’asola superiore o la girella superiore può essere di almeno 30 cm in questa configurazione.

In un’amettiera da fondo, la distanza tra piombo e primo bracciolo non dovrebbe essere troppo grande, così che la ninfa più bassa lavori davvero vicino al fondale

Grazie alle dimensioni relativamente compatte, anche nella versione a 5 ninfe, le amettiere da fondo sono molto facili da gestire

Amettiera per acqua libera: Con un’amettiera destinata alla pesca in acqua libera, invece, dovresti aumentare le distanze. In questo modo puoi coprire una porzione più ampia della colonna d’acqua con le ninfe e, allo stesso tempo, il piombo – più visibile in acqua libera che sul fondo – disturba meno anche i pesci più sospettosi. La distanza tra il punto di aggancio inferiore del piombo e la prima ninfa non dovrebbe essere inferiore a 40 cm. Anche le ninfe possono essere distanziate tra loro di 40 cm in un sistema da 5 ninfe e fino a 50 cm in un sistema da 3 ninfe. La distanza tra la ninfa più alta e l’asola o la girella superiore dovrebbe essere anche in questo caso di circa 30 cm.

Nel caso di un’amettiera con 5 ninfe, con queste misure abbiamo già raggiunto la lunghezza massima consigliata. Qualche centimetro in più o in meno non fa una grande differenza e puoi naturalmente adattare le distanze verticali della tua amettiera in base al tuo lago, in modo da pescare con successo e, allo stesso tempo, gestire il sistema in modo comodo ed efficiente.

In un’amettiera per acqua libera, le distanze verticali tra i braccioli laterali sono maggiori per coprire una porzione più ampia della colonna d’acqua

Con 5 ninfe, l’intera amettiera per acqua libera diventa già piuttosto lunga. Regola le distanze in modo da gestirla bene soprattutto durante il lancio e la guadinatura

3.3. MONTARE IL BRACCIOLO LATERALE

Dopo aver definito la lunghezza dell’amettiera e le singole distanze sulla lenza madre, possiamo ora montare i braccioli laterali. Anche in questo caso utilizziamo un nodo molto semplice, che permette al bracciolo di rimanere ben distanziato e leggermente elastico, così da animare la ninfa in modo naturale e darle vita. Con la nostra variante sarai anche molto rapido, perché persino per il nodo su lenza doppiata dovrai far passare l’intera lenza madre attraverso l’asola una sola volta.

Per prima cosa posizioniamo la ninfa sul bracciolo laterale parallelamente alla lenza madre dell’amettiera. Per lavorare in modo efficiente, iniziamo sempre montando la ninfa più alta. In questo modo evitiamo, durante il montaggio delle ninfe successive, di dover far passare anche le ninfe già fissate attraverso le asole dei nodi. Definisci la posizione del bracciolo più alto lasciando però abbastanza lenza nella parte superiore, così da poter aggiungere, oltre alla distanza desiderata, anche un’asola o una girella.

Le due lenze posizionate parallelamente vengono formate in un’asola, in modo che l’estremità del bracciolo con la ninfa e l’estremità superiore della lenza madre si trovino sopra. L’asola deve essere abbastanza grande da permettere a indice e medio di entrarvi comodamente. A questo punto ruoti l’asola un’altra volta con queste due dita, afferri con le dita all’interno dell’asola le due estremità di lenza che si trovano dietro e le tiri in avanti attraverso l’asola.

Abituati a far passare attraverso l’asola le estremità posteriori della lenza, anche se all’inizio questo significa dover tirare dentro una porzione più lunga di lenza madre. Sull’estremità posteriore, infatti, non si trova alcuna ninfa e quindi questa non può impigliarsi nell’asola. Un giro completo dell’asola è già sufficiente. In questo modo il nodo non diventa troppo grande né troppo evidente. Soprattutto, dovrai far passare le estremità della lenza attraverso l’asola una sola volta.

Anche qui un ago o uno stuzzicadenti sono molto utili per determinare la lunghezza finale del bracciolo laterale. Il bracciolo dovrebbe essere idealmente lungo tra 2 e massimo 4 cm. Così rimane ben distanziato lateralmente e permette alla ninfa di pulsare in modo ottimale a ogni movimento. In questo modo imita in modo molto realistico i movimenti a scatti delle larve di chironomidi in risalita. Con un bracciolo più lungo, soprattutto usando diametri sottili, aumenta il rischio che la ninfa penda semplicemente verso il basso. Inoltre, braccioli più lunghi portano più facilmente a ferrate a vuoto, perché con la canna da jigging verticale si percepisce troppo tardi l’abboccata delicata e il coregone ha già sputato la ninfa. Anche pescando con la canna da galleggiante, i pesci tendono ad allamarsi meglio su braccioli corti.

2–4 cm sono ideali perché il bracciolo rimanga ben distanziato e la ninfa possa “pulsare” in modo naturale

Probabilmente il dettaglio più importante: il bracciolo deve sporgere verso l’alto (!)

La descrizione del nodo nel testo sembra più complicata di quanto sia in realtà. Guarda semplicemente questo video: ti mostriamo quanto sia facile e veloce montare i braccioli laterali sulla tua amettiera. Bastano pochi tentativi e riuscirai a legarli quasi automaticamente:

CONSIGLIO: Per non dover misurare tutto ogni volta su ogni bracciolo, puoi segnare le lunghezze e le distanze necessarie su una piccola tavoletta o anche solo su un foglio di carta. Mentre leghi, puoi confrontare la lenza con questi riferimenti in qualsiasi momento. È più veloce e ti permette di realizzare amettiere più uniformi.

Segna le lunghezze più importanti su un foglio di carta. Quando leghi l’amettiera, ti basta appoggiare la lenza sulle linee per determinare rapidamente e con precisione le distanze corrette.

3.4. LE TERMINAZIONI DELLA LENZA MADRE

Ora hai montato i braccioli laterali alle distanze corrette, in modo che puntino verso l’alto e sporgano bene verso l’esterno. Durante la pesca, l’amettiera viene agganciata all’estremità superiore tramite un moschettone collegato alla lenza madre della canna da jigging verticale o della canna da galleggiante. All’estremità inferiore dell’amettiera viene invece fissato un piombo. In linea di principio, sono sufficienti due semplici asole, anche se l’asola inferiore deve essere abbastanza grande da permettere di inserire e togliere comodamente il piombo, come puoi vedere nel video seguente.

All’estremità inferiore, però, preferiamo spesso montare un moschettone con girella. Da un lato, questa girella riduce notevolmente la torsione della lenza; dall’altro, permette di agganciare e sganciare il piombo in modo molto più facile e veloce. Se, per esempio, un’amettiera da 5 ninfe si impiglia completamente nel guadino, nella maggior parte dei casi riuscirai a liberarla più rapidamente rimuovendo il piombo.

Anche all’estremità superiore fissiamo una piccola girella, alla quale puoi agganciare in modo rapido e semplice il moschettone della lenza madre della tua canna da amettiera.

Girella all’estremità superiore dell’amettiera ...

... e moschettone con girella per agganciare il piombo all’estremità inferiore

Grazie alle due girelle diverse – una con moschettone e una senza – capisci subito qual è la parte superiore e quale quella inferiore della tua amettiera. Infatti, se hai montato i braccioli laterali come descritto sopra, dovrai montare sempre l’amettiera nel verso corretto, così che i braccioli possano sporgere bene. Altrimenti tenderanno ad appoggiarsi alla lenza madre dell’amettiera.

4. AVVOLGERE CORRETTAMENTE LE AMETTIERE

La tua amettiera fatta a mano è ora pronta e aspetta solo di essere utilizzata. Per conservare le tue amettiere in modo ordinato, tenerle sempre sotto controllo e trasportarle facilmente, sono ideali gli avvolgilenza rotondi in schiuma e le relative custodie o scatole. In questo modo trovi subito l’amettiera che stai cercando, mentre le numerose ninfe rimangono ben fissate nella schiuma e non si impigliano tra loro. Le spille fissano l’inizio e la fine delle tue amettiere sull’avvolgilenza. Con teste di spillo di colori diversi puoi inoltre codificare le tue amettiere in modo personalizzato, ad esempio in base al diametro della lenza o alla distanza dei braccioli laterali. Nel nostro shop online trovi, oltre a molti altri accessori, anche questi pratici avvolgilenza per la pesca con l’amettiera.

Tra l’altro, questi avvolgilenza sono anche perfetti per preparare già a casa i finali per la pesca a mosca. Così, una volta in pesca, puoi reagire rapidamente a ogni situazione e montare il finale più adatto.

Buon divertimento e naturalmente tanto successo pescando con le tue amettiere legate a mano!

5. DOMANDE FREQUENTI SU COME LEGARE UN'AMETTIERA

Andreas Riedl  –
Fliegenfischer & Fliegenbinder
Job: Product Manager
Hobbies: Rennrad, Balkon-Gärtnern
Im zarten Alter von 11 mit dem Angeln in Berührung gekommen, seit gut 20 Jahren vor allem mit der Fliege unterwegs. Als fischereilicher Autodidakt allem Neuen grundsätzlich aufgeschlossen, fischt er mit künstlichen Fliegen auch an der Hegene oder entsprechend beschwert mit der Spinnrute. Schätzt sich glücklich, mit gleich zwei zeitintensiven Hobbies eine derart verständnisvolle Familie zu haben. Mehr über Andreas erfahren!
28.03.2021
Ultima modifica il: 10.06.2026
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FAQ

Per realizzare un’amettiera il fluorocarbon è generalmente la scelta migliore. In acqua risulta molto meno visibile del nylon grazie a un indice di rifrazione simile a quello dell’acqua. Inoltre è leggermente più rigido, caratteristica che aiuta i braccioli a mantenersi ben aperti rispetto alla lenza madre e consente alle ninfe di muoversi in modo più naturale.

Per la pesca al coregone, uno dei diametri più utilizzati è lo 0,18 mm. In acque particolarmente limpide può essere vantaggioso scendere a 0,16 mm. Per persici, agoni, trote o altri pesci di taglia maggiore vengono spesso impiegati diametri compresi tra 0,20 e 0,25 mm.

In linea generale, un’amettiera non dovrebbe superare i 2-2,3 metri di lunghezza. Montature più lunghe risultano più difficili da lanciare, gestire e guadinare sia dalla riva con la canna a galleggiante sia dalla barca con la canna da amettiera.

Il numero di ninfe consentito dipende dal regolamento di pesca del singolo lago o bacino. In alcune acque sono ammesse amettiere con cinque ninfe, mentre in altre il numero massimo consentito è tre.

La lunghezza ideale di un bracciolo è compresa tra 2 e 4 centimetri. Braccioli più corti permettono alle ninfe di rimanere ben distanziate dalla lenza madre, migliorano il movimento e trasmettono le abboccate in modo più diretto.

I braccioli orientati verso l’alto si mantengono ben aperti in acqua e non aderiscono alla lenza madre. In questo modo le ninfe possono muoversi liberamente e imitare in maniera molto realistica le larve di chironomo in risalita.

L’asola immediatamente davanti alla ninfa dovrebbe avere una dimensione di circa 2-4 millimetri. Questa piccola asola garantisce alla ninfa la libertà di movimento necessaria per risultare più naturale e catturante.

Uno dei nodi più efficaci è il semplice nodo ad asola. È veloce da realizzare, offre un’elevata tenuta e consente alla ninfa di muoversi con la massima libertà.

In un’amettiera da fondo la distanza tra le singole ninfe è generalmente compresa tra 20 e 30 centimetri. La distanza tra il piombo e la ninfa più bassa dovrebbe essere di circa 10-15 centimetri.

In un’amettiera destinata alla pesca in sospensione si utilizzano distanze maggiori. Normalmente le ninfe vengono separate da 40-50 centimetri, mentre tra il piombo e la prima ninfa dovrebbero esserci almeno 40 centimetri.

L’amettiera da fondo viene impiegata quando i pesci stazionano vicino al fondale e si alimentano in quella zona. Le ninfe vengono presentate a breve distanza dal fondo, dove i pesci cercano il cibo.

Un’amettiera per la pesca in acqua libera è indicata quando i coregoni si trovano sospesi nella colonna d’acqua. Le maggiori distanze tra le ninfe permettono di coprire una fascia più ampia e di individuare più rapidamente la profondità alla quale i pesci sono attivi.

Sì, il nylon può essere utilizzato senza problemi per costruire un’amettiera. A parità di diametro offre generalmente una maggiore resistenza alla rottura ed è più economico del fluorocarbon. Tuttavia è più visibile in acqua e più morbido, per cui i braccioli tendono a rimanere meno aperti.

Il metodo migliore consiste nell’avvolgerle su appositi avvolgilenza rotondi in schiuma. In questo modo i braccioli rimangono diritti, le ninfe non si aggrovigliano e l’amettiera è sempre pronta all’uso.

Costruire personalmente le amettiere permette di adattarle perfettamente al lago, al numero di ninfe consentito, alla profondità di pesca e alle combinazioni di ninfe più efficaci. Inoltre, le amettiere danneggiate possono essere riparate o ricostruite con facilità.

Entrambe le soluzioni hanno i loro vantaggi. Un’amettiera a 3 ninfe è più semplice da lanciare, recuperare e sbrogliare. Un’amettiera a 5 ninfe copre invece una porzione maggiore della colonna d’acqua e consente di testare contemporaneamente più modelli di ninfa.

Le cause più frequenti sono l’utilizzo di un filo troppo morbido o troppo sottile, braccioli troppo lunghi, orientati verso il basso oppure nodi realizzati in modo scorretto. Il fluorocarbon e braccioli rivolti verso l’alto lunghi 2-4 centimetri garantiscono generalmente un’apertura ottimale.

Sì. In molti casi è sufficiente sostituire una singola ninfa montando un nuovo bracciolo. In alternativa, le ninfe rimaste possono essere utilizzate per costruire una nuova amettiera. Per questo motivo è molto utile conoscere e saper realizzare i nodi principali.

L’amettiera viene utilizzata soprattutto per la pesca al coregone. A seconda del lago e della presentazione può però risultare molto efficace anche per persici, salmerini, trote, agoni e altre specie. È particolarmente produttiva nei luoghi in cui i pesci si alimentano di larve di chironomo e di altri piccoli organismi acquatici.

Nella maggior parte delle situazioni il fluorocarbon offre vantaggi evidenti grazie alla sua minore visibilità e alla capacità di mantenere i braccioli ben aperti. Il nylon, invece, si distingue per una maggiore resistenza a parità di diametro e per un costo inferiore.

La profondità giusta dipende dalla posizione dei pesci. In alcune giornate stazionano vicino al fondo, mentre in altre si trovano sospesi a mezz’acqua. Se non si dispone di un ecoscandaglio, oppure il suo utilizzo non è consentito, è necessario cercare attivamente diverse profondità fino a individuare quella più produttiva.

Quando un’amettiera non produce risultati, le cause più frequenti sono una profondità errata, ninfe poco adatte o una presentazione poco naturale. Spesso basta modificare la profondità di pesca, cambiare colore delle ninfe o animarle con leggere sollecitazioni per ottenere risultati migliori.

Le ninfe che imitano le larve e le pupe di chironomo sono generalmente le più efficaci. Tuttavia il colore e il modello migliori dipendono dal lago, dalla stagione e dall’alimentazione del momento. Per questo motivo molti pescatori esperti utilizzano diverse combinazioni di colori e modelli.

Entrambe le soluzioni hanno vantaggi specifici. Le amettiere già pronte offrono combinazioni di ninfe collaudate e distanze ottimizzate. Le amettiere costruite personalmente consentono invece di adattare ogni dettaglio alle caratteristiche del proprio lago, al numero di ninfe consentito e alle proprie preferenze di pesca.

Andreas Riedl
Andreas Riedl
Fliegenfischer & Fliegenbinder
Job: Product Manager
Hobbies: Rennrad, Balkon-Gärtnern
Im zarten Alter von 11 mit dem Angeln in Berührung gekommen, seit gut 20 Jahren vor allem mit der Fliege unterwegs. Als fischereilicher Autodidakt allem Neuen grundsätzlich aufgeschlossen, fischt er mit künstlichen Fliegen auch an der Hegene oder entsprechend beschwert mit der Spinnrute. Schätzt sich glücklich, mit gleich zwei zeitintensiven Hobbies eine derart verständnisvolle Familie zu haben. Mehr über Andreas erfahren!
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In questa pratica guida ti mostriamo come collegare in modo facile e veloce la coda di topo al finale. Ti illustreremo diversi metodi per code di topo con e senza asole e i nodi migliori con video tutorial facili da seguire. Naturalmente non mancano alcuni consigli extra.

Il paradiso della pesca a mosca a portata di mano

Andreas Riedl  –
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24.04.2024 Ultima modifica il: 26.05.2025

In questo articolo ti raccontiamo come un pomeriggio di pesca programmato con la guida di pesca Diego Riggi di Fly Fishing Dolomitico si sia trasformato in un piacevole aperitivo e perché Diego ora vive in un luogo paradisiaco.

Il lavoro dei sogni come guida di pesca? La grande intervista

Andreas Riedl  –
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15.06.2023 Ultima modifica il: 11.11.2024

Per molti sembra molto allettante guadagnarsi da vivere con la pesca a mosca, ma come si svolge il lavoro quotidiano di una guida di pesca professionale? Abbiamo chiesto ad Arnold Gufler, istruttore di lancio e guida certificata EFFA.

Gabriele Cabizzosu

Markus Heiss  –
Pescatore a mosca Lavoro: Imprenditore Hobby: Pescare, vivere la natura, corsa di montagna Suo padre lo ha avvicinato alla pesca da bambino nella Val Sarentino in Alto Adige (come bracconiere, ovviamente 😉), e questa passione si è riacces...
16.10.2019 Ultima modifica il: 24.11.2022

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Andreas Riedl
Andreas Riedl
Fliegenfischer & Fliegenbinder
Job: Product Manager
Hobbies: Rennrad, Balkon-Gärtnern
Im zarten Alter von 11 mit dem Angeln in Berührung gekommen, seit gut 20 Jahren vor allem mit der Fliege unterwegs. Als fischereilicher Autodidakt allem Neuen grundsätzlich aufgeschlossen, fischt er mit künstlichen Fliegen auch an der Hegene oder entsprechend beschwert mit der Spinnrute. Schätzt sich glücklich, mit gleich zwei zeitintensiven Hobbies eine derart verständnisvolle Familie zu haben. Mehr über Andreas erfahren!

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