INDICE:
1. DAL GHIACCIAIO ALLA DIGA DI FORTEBUSO
Il torrente Travignolo ha origine a circa 1.920 metri di quota, alimentato dallo scioglimento del Ghiacciaio del Travignolo, incastonato tra la Cima della Vezzana (3.192 m) e il Cimon della Pala (3.184 m), nel cuore delle Pale di San Martino.

Ghiacciaio del Travignolo (FONTE: parcopan.org)
Dopo aver attraversato la suggestiva Val Venegia, prosegue il suo cammino attraverso l'altopiano boscoso di Paneveggio, per poi venire contenuto da uno sbarramento artificiale: la diga di Forte Buso, che dà vita all’omonimo lago. Nel tratto superiore del Travignolo, quello che scorre a monte della diga di Forte Buso, la pesca è vietata. Questo divieto è dovuto al fatto che il corso d’acqua attraversa una zona integralmente protetta all’interno del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino. In questo luogo, che comprende anche l’altopiano boscoso di Paneveggio e i primi tratti della Val Venegia, l’intervento umano è fortemente limitato, e la pesca – così come la raccolta funghi e altre attività potenzialmente impattanti – non è consentita.

Cervi del Parco Naturale di Paneveggio
Per iniziare concretamente a pescare lungo il Travignolo, nel tratto gestito dall’Associazione Pescatori Dilettanti Val di Fiemme, il primo punto accessibile si trova in corrispondenza del bacino artificiale di Forte Buso. Tuttavia, in questa sede non mi soffermerò su questo specchio d’acqua, preferisco concentrarmi sul corso naturale del torrente a valle. Vale comunque la pena accennare brevemente alle sue caratteristiche. Nel lago di Forte Buso, generato dall’omonima diga, la pesca è consentita con qualsiasi tecnica, comprese quelle tradizionali come la pesca con esche naturali. Le trote iridee rappresentano la specie più comune tra quelle presenti, frutto di vecchie semine, ma non mancano gli esemplari di trota fario, alcuni dei quali di taglia interessante, in grado di regalare belle soddisfazioni anche ai pescatori più esperti.

Trota fario della diga di Fortebuso catturata da Dominik
2. I CANYON DEL TRAVIGNOLO
Al di sotto della diga di Forte Buso, il Travignolo esprime il meglio di sé dal punto di vista paesaggistico, regalando scorci di straordinaria bellezza. Qui il torrente scolpisce la roccia creando gole profonde, cascate spettacolari e profonde buche, dando vita a un ambiente selvaggio e suggestivo, che conserva intatto il suo fascino naturale.

Uno dei bellissimi canyon della parte alta del Travignolo
Tuttavia, accedere a questo tratto del corso d'acqua, specialmente nella parte più alta, non è affatto semplice: la vegetazione è fitta, i versanti sono scoscesi e i canyon particolarmente impervi, rendendo impossibile in molti punti raggiungere direttamente le rive. Laddove l’accesso è possibile, è comunque necessario affrontare sentieri boschivi che scendono verso il fondovalle. La fatica, però, viene ampiamente ripagata: lo scenario che si apre agli occhi del pescatore è mozzafiato, con angoli nascosti dove il Travignolo scorre incastonato tra rocce e muschi, in un silenzio rotto solo dal suono dell'acqua.

Uno scorcio della parte alta del torrente Travignolo
Nonostante l’ambiente selvaggio e le suggestive buche profonde possano facilmente alimentare l’immaginazione del pescatore, facendogli sperare nella cattura di un esemplare di dimensioni straordinarie, la realtà è ben diversa. In questi tratti del Travignolo, dove la pressione di pesca è pressoché nulla e il torrente mantiene un equilibrio naturale, la taglia media delle trote è piuttosto contenuta. Riuscire a portare a guadino un pesce di 35 centimetri è già da considerarsi un’ottima soddisfazione.

Trota fario del Travignolo
Personalmente, in questo tratto non ho mai catturato – né visto catturare – esemplari superiori a questa misura. Detto ciò, la natura riserva sempre sorprese, e anche se non ci sono certezze in merito alla presenza di trote di taglia maggiore, lasciare spazio all’immaginazione non costa nulla. In fondo, parte del fascino di questi luoghi sta proprio nella possibilità che, dietro a ogni buca, possa nascondersi il pesce dei sogni.

Una delle innumerevoli cascate che si formano lungo il corso del Travignolo nella parte alta.
Va detto che, in un contesto come quello del Travignolo, la dimensione del pesce perde gran parte della sua importanza. Qui ciò che davvero conta è l’esperienza complessiva, caratterizzata da paesaggi spettacolari, acque incontaminate e trote selvatiche, diffidenti e perfettamente adattate all’ambiente, che sfoggiano livree straordinarie, difficili da trovare altrove. In questo tipo di ambiente, la pesca a mosca richiede un approccio estremamente cauto e rispettoso.

Trota fario del Travignolo
I lanci devono essere precisi, la presentazione della mosca il più possibile naturale. Le condizioni, spesso tecniche, impongono l’uso di attrezzature leggere e finali sottili. Qualsiasi distrazione o gesto brusco può allarmare il pesce che, una volta insospettito, difficilmente tornerà a bollare. In queste acque, la pazienza, l’osservazione e la leggerezza dei gesti fanno realmente la differenza.

Pesca a mosca nella parte alta del torrente Travignolo
Un ottimo punto di accesso alla parte alta del Travignolo si trova nei pressi dell’abitato di Bellamonte, seguendo il sentiero che conduce al caratteristico ponte tibetano. La camminata richiede circa 20 minuti, e una volta raggiunto il torrente, l’accesso alle sponde risulta relativamente agevole.

Ponte tibetano, situato nei pressi di Bellamonte
Tuttavia, è fondamentale non sottovalutare l’ambiente in cui ci si addentra. Ci si trova infatti nel fondo di un canyon, circondati da pareti rocciose imponenti, da cui non è raro che si stacchi qualche masso.

Uno dei passaggi per poter raggiungere le sponde del Torrente
Per questo motivo, è vivamente consigliato non affrontare l’escursione da soli e informare sempre qualcuno della propria destinazione. Anche un semplice scivolone nel punto sbagliato può trasformarsi in una situazione critica, considerando la presenza di cascate e tratti scivolosi.

Uno spot di pesca da favola, lungo le sponde del Travignolo
Non voglio scoraggiare chi vuole esplorare questo tratto del torrente — che è di grande bellezza e fascino — ma è importante affrontarlo con buon senso, attenzione e il rispetto che la montagna richiede.

Una bellissima trota fario catturata nella parte alta del Travignolo
3. IL PONTE DELLA LIZATA
La parte bassa del Travignolo risulta decisamente più accessibile rispetto ai tratti superiori, offrendo comunque scenari di grande fascino prima che il torrente entri nel centro abitato di Predazzo — un tratto generalmente meno suggestivo. In particolare, c’è ancora spazio per qualche sorpresa emozionante, soprattutto nei pressi del campeggio Valle Verde, situato lungo la strada che collega Predazzo a Bellamonte. Parcheggiando in zona, è possibile risalire il torrente lungo una comoda strada forestale, che conduce a un antico ponte di pietra (ponte della Lizata), immerso nel verde e nel silenzio del bosco.

Ponte della Lizata
Proprio nei pressi del ponte si trovano le ultime gole profonde e spettacolari. Da questo punto in poi, risalendo verso monte, l’accesso al torrente si fa decisamente più agevole rispetto alla parte alta, permettendo di vivere l’esperienza del Travignolo con maggiore comodità, senza la necessità di affrontare escursioni particolarmente impegnative. È un’opportunità perfetta per chi cerca un contatto diretto con la natura senza dover rinunciare alla sicurezza e alla praticità.

Bellissimo spot, poco sopra il Ponte della Lizata
Anche in questo tratto, pescando esclusivamente a mosca secca, siamo riusciti a ingannare numerose trote dai colori straordinari, con livree che raccontano la selvaticità di questi luoghi. La zona è conosciuta con il nome di Sottosassa, ed è caratterizzata da un accesso facile e diretto, il che la rende piuttosto frequentata nei mesi estivi. Non solo dai pescatori, ma anche da escursionisti, famiglie e amanti del relax, che spesso approfittano dei grandi massi piatti lungo il greto per sdraiarsi al sole o fare un picnic in riva al torrente.

Bellissima trota fario del Travignolo
Sulla sponda orografica destra del Travignolo si trova inoltre una falesia naturale, molto apprezzata dagli appassionati di arrampicata sportiva, con vie di diverse difficoltà che offrono una sfida sia per i principianti che per i climber più esperti. Questo mix di natura, sport e bellezza paesaggistica fa di Sottosassa un punto d’incontro perfetto tra il fascino della pesca e il dinamismo della montagna.
4. IL TRAVIGNOLO, DA PREDAZZO FINO ALLA FOCE
Dal ponte della Lizata fino alla sua confluenza nel torrente Avisio, il Travignolo abbandona i canyon stretti e selvaggi per assumere una morfologia più aperta e regolare, ma comunque ricca di fascino. In questo tratto, il torrente scorre attraverso un paesaggio più dolce, con una valle che si allarga progressivamente, offrendo accessi più semplici e diretti alle sue sponde, laddove la vegetazione lo consente. La maggiore accessibilità è favorita anche dalla presenza di diversi punti di parcheggio lungo la strada, che permettono di lasciare il veicolo e raggiungere facilmente il corso d’acqua a piedi.

Il torrente Travignolo che scorre nell’abitato di Predazzo
Anche se la spettacolarità dei canyon lascia il posto a forme più morbide e regolari, il Travignolo continua a sorprendere anche in questo tratto finale con scorci naturali di grande bellezza. Qui, il torrente alterna piccole briglie e lunghe lame d’acqua, ideali per far derivare con precisione le mosche secche. La pesca si svolge in un contesto che, pur trovandosi nelle immediate vicinanze dell’abitato, mantiene un’atmosfera intima e immersiva, grazie alla fitta vegetazione che avvolge le sponde e isola visivamente l’ambiente circostante. In certi momenti, ci si dimentica facilmente di essere nel cuore di un paese, tanto è forte la sensazione di trovarsi in un angolo remoto di natura incontaminata.

Markus e Andi che goliardicamente si sfidano a chi prende più trote
Anche se con una certa rarità, nella parte bassa del Travignolo può capitare di imbattersi in esemplari di taglia superiore. Si tratta probabilmente di trote risalite dal vicino torrente Avisio, che trovano rifugio nelle buche più profonde o nei tratti più tranquilli del corso d'acqua. Non capita spesso, ma l'incontro con una “bella sorpresa” è sempre possibile — motivo in più per mantenere alta l’attenzione e non sottovalutare questo tratto, che a volte sa regalare emozioni inaspettate.

Trota fario del Travignolo catturata a mosca secca
5. TECNICA
Lungo tutto il corso del Travignolo è consentita la pesca con diverse tecniche: dalla mosca, sia a secca che a ninfa, fino allo spinning. È prevista anche la possibilità di pescare con esche naturali, ma mi auguro sinceramente che decidiate di evitarle. Non per una presa di posizione rigida o ideologica — ci sono contesti in cui l’uso di esche naturali ha perfettamente senso — ma perché, su questo torrente, vi garantisco che oltre a non essere assolutamente necessarie, farebbero solo più danni che altro. L'efficacia della pesca a mosca, in particolare a mosca secca, è tale da rendere superfluo ogni altro approccio.

Utilizzare additivi floatant è indispensabile per far galleggiare in maniera ottimale le mosche secche
La mosca secca è, senza dubbio, il modo più appagante e appropriato per affrontare il Travignolo. Non solo offre un’esperienza altamente coinvolgente, ma risulta anche sorprendentemente efficace: le trote rispondono bene in superficie durante gran parte dell’anno, molto più che in altri corsi d’acqua simili. Questa tecnica, che richiede osservazione, precisione e attenzione alla presentazione, ti ripaga con momenti indimenticabili, in un ambiente che sembra fatto apposta per questo tipo di pesca. Per chi ama la pesca a mosca nel suo spirito più autentico, questo angolo di Trentino rappresenta un piccolo paradiso da vivere con rispetto, tecnica e leggerezza.

Trota fario catturata a mosca secca
6. ATTREZZATURA
La conformazione del Travignolo non richiede lanci particolarmente lunghi e la presenza di trote generalmente di piccola taglia fa sì che non sia necessario utilizzare attrezzature pesanti. Personalmente, mi piace affrontare questo torrente con la mia Wychwood 6’ coda #2, che rende ogni cattura estremamente divertente (purtroppo non più disponibile sul nostro sito). Una classica 7’6” coda #3 rappresenta senza dubbio una delle scelte migliori. Non sarà necessario gestire molta coda in acqua, quindi anche una canna più corta vi garantirà precisione ed efficacia in pesca. In questo caso, possiamo suggerirvi sia l’acquisto della canna singola, sia un kit completo con canna, mulinello e coda di topo già montata, perfetto per chi vuole essere pronto all’azione fin da subito.
Anche un setup più universale per la pesca a mosca, come una canna da 9’ con coda #4/5, si adatta perfettamente al Travignolo. È una configurazione versatile, adatta a molti ambienti e sicuramente efficace anche su questo torrente. Andi e Markus, ad esempio, hanno utilizzato proprio questo tipo di attrezzatura e si sono trovati molto bene. Andare oltre queste misure, in termini di lunghezza o potenza della coda, non ha senso: il contesto non lo richiede e rischiereste solo di complicarvi inutilmente la pesca, oltre a renderla poco divertente. Anche in questo caso, possiamo proporvi sia la canna singola, sia il kit completo con mulinello e coda già montata, ideale per entrare subito in azione con l’attrezzatura giusta.
7. LE ESCHE MIGLIORI
Come spesso accade nei piccoli torrenti di montagna, anche sul Travignolo le trote mostrano un’indole piuttosto vorace, pronte a sfruttare ogni occasione per intercettare un pasto facile. Questo significa che, entro certi limiti, la scelta dell’imitazione non è così fondamentale: nella maggior parte dei casi, molte delle mosche secche che già avete nelle vostre scatole porta mosche saranno più che valide per ottenere delle buone risposte. Naturalmente, sperimentare con diversi dressing può fare la differenza in condizioni specifiche, ma la chiave del successo non risiede tanto nell’esca quanto nel modo in cui la si propone. In questo contesto, infatti, ciò che incide davvero è l’approccio e la presentazione. Come già accennato, arrivare sullo spot in modo maldestro, con movimenti bruschi o poco attenti, può facilmente insospettire i pesci, anche quelli in piena attività, inducendoli a ignorare qualsiasi esca. Per questo è fondamentale muoversi con discrezione, leggere bene la corrente, e posizionarsi in modo strategico, evitando di farsi notare.

Un approccio cauto allo spot e fondamentale per una corretta riuscita della pescata
Altrettanto importante è la presentazione della mosca, che deve essere precisa, delicata e naturale nella deriva. La vostra imitazione dovrà seguire fedelmente il flusso della corrente, senza esitazioni né dragaggi innaturali, per risultare credibile agli occhi del pesce. Con un approccio più grossolano è comunque possibile ottenere qualche cattura e proprio per questo considero il Travignolo un luogo ideale anche per chi si avvicina per la prima volta alla pesca a mosca secca. Ma se il vostro obiettivo è divertirvi davvero, facendo salire più trote possibili, allora la cura nell’entrata in pesca e nella presentazione è ciò che farà la vera differenza.

Una trota fario che non ha resistito alla Black Terminator Slickwater Caddis
Detto questo, le mosche secche che abbiamo utilizzato con maggior successo nella nostra sessione di pesca sono la Klinkhammer, in molte delle sue varianti, e la Black Terminator Slickwater Caddis, micidiale in moltissime situazioni e sempre ben visibile:
8. PERMESSI DI PESCA
Non esiste un permesso di pesca specifico per il Travignolo, questo tratto è infatti gestito dall’Associazione Pescatori Dilettanti Val di Fiemme e con un unico permesso avrete la possibilità di pescare sia nel Travignolo, sia nell’Avisio e ovviamente in tutti i loro affluenti da Tesero a Predazzo.
Detto questo, è obbligatorio essere muniti di un permesso d’ospite, che può essere acquistato online tramite il portale di Trentino Fishing, oppure direttamente in loco presso uno dei seguenti punti vendita autorizzati:
-
Lago di Tesero:
- Agriturismo Piasina (Via Tresselume, 31)
-
Ziano di Fiemme:
- Sun Café (Piazza Italia, 4)
- Tabaccheria Vanzetta (Via Nazionale, 57)
-
Predazzo:
- Ufficio turistico (Via Cesare Battisti, 4)
- Bar Caffè Croce (Piazza SS. Filippo e Giacomo, 7)
-
Bellamonte:
- Hotel Torretta (Via Prai de Mont, 43)
Sono disponibili diverse tipologie di permessi giornalieri e settimanali, in base alla zona in cui si intende pescare:
- Permesso A – valido per tutte le acque escluse le zone tutela – €22,00
- Permesso ZT – valido anche nelle zone tutela, con le stesse modalità di pesca delle altre acque – €22,00
- Permesso settimanale ZT – valido 7 giorni consecutivi (7 uscite), incluso nelle zone tutela – €80,00
Per i pescatori che desiderano frequentare il torrente con maggiore regolarità, è disponibile anche un permesso stagionale per ospiti, che comprende 50 uscite annuali. Il costo di questo permesso è di €180,00. È rivolto a pescatori non residenti nella Magnifica Comunità di Fiemme, in possesso dell’abilitazione alla pesca trentina.
Per l’acquisto del permesso giornaliero o settimanale è sufficiente presentare un documento d’identità: non è richiesta la licenza di pesca. Ogni permesso è personale, non cedibile e deve essere compilato in modo indelebile. A fine uscita, va riconsegnato presso il punto vendita oppure depositato in una delle cassette dedicate situate, ad esempio, presso:
- Il ponte vecchio di Panchia
- Il ponte carrabile al Lago di Tesero
- Il ponte su via Roma a Ziano
- Il ponte di via Canzociai a Predazzo
- Il parcheggio del bacino di Fortebuso
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